È un momento di rivoluzione per la chirurgia oftalmica. Nel giro di pochi mesi, due realtà sanitarie con sede a Torino hanno introdotto due innovazioni nella pratica clinica che ridefiniscono gli standard di precisione e sicurezza per i pazienti.
La prima, più recente, è l’esoscopio oftalmico “Beyeonics One™”: una piattaforma di imaging digitale ad alta definizione che fornisce ai chirurghi un’immagine tridimensionale (3d) ingrandita del campo operatorio, senza l’uso di oculari tradizionali. Questa tecnologia (un investimento da circa 400 mila euro) è in dotazione all’ospedale Koelliker di Torino, primo in Italia e terzo in Europa ad acquisirla. Lo racconta un approfondimento sulla piattaforma Tech2Doc.
Questo esoscopio oftalmico integra un visore chirurgico in realtà aumentata indossabile, ispirato ai sistemi di controllo dei piloti aviatori, e si avvale di una testata stereoscopica con due telecamere a risoluzione superiore all’8K, illuminazione a Led, filtri per il contrasto dei tessuti e un braccio motorizzato per regolazioni fluide a latenza zero. I vantaggi per medici e pazienti sono molteplici. L’innovazione va nella direzione di una chirurgia oftalmica più sicura e accessibile.
Un altro articolo su Tech2Doc approfondisce un’altra novità. Ci troviamo sempre a Torino, questa volta alla clinica Humanitas sedes sapientiae, dove qualche mese fa è stato introdotto nella pratica clinica quotidiana l’Oct (tomografia a coerenza ottica) intraoperatorio: una tecnologia, assimilabile a un Gps ad altissima risoluzione che consente al chirurgo di orientarsi con grande precisione durante le procedure, fornendo immagini dettagliate non solo delle strutture superficiali, ma anche dei tessuti più profondi dell’occhio.
Grazie a questo strumento, non è più necessario stimare manualmente distanze e profondità, poiché ogni parametro viene calcolato con accuratezza micrometrica. In questo modo, si riduce il margine di incertezza ed è possibile prevenire complicanze prima ancora che si manifestino.
L’obiettivo comune delle due innovazioni torinesi è quello di superare un modello in cui la massima sicurezza sia un’esclusiva di pochi casi complessi e selezionati, trasformandola invece in un diritto universale e accessibile a tutti i pazienti.
Claudia Torrisi






