C’è una nuova speranza per le persone affette da maculopatia avanzata.
Agli Ospedali Riuniti Padova Sud sono state impiantate due lenti intraoculari telescopiche su pazienti ipovedenti con questa patologia. La procedure prevede l’uso di un minuscolo sistema ottico galileiano che ingrandisce le immagini e le proietta sulle aree retiniche sane ai bordi della vista. In questo modo, i pazienti, attraverso un percorso di riabilitazione visiva strutturata, ottengono un miglioramento della qualità della vita, riuscendo nuovamente a compiere attività quotidiane come leggere un’etichetta o distinguere un volto.
Lo racconta nel dettaglio questo approfondimento sul sito di Tech2Doc, che precisa però come l’intervento sia limitato a pazienti con alcune precise caratteristiche.
La maculopatia degenerativa è una delle principali cause di cecità civile negli anziani in tutto il mondo. Nasce da un progressivo deterioramento della macula, la piccola area centrale della retina responsabile della visione nitida e dei colori. Le conseguenze includono perdita della visione centrale, difficoltà a leggere, guidare o riconoscere volti. Chi ne soffre rischia depressione e isolamento.
Secondo l’Oms, nel 2026 saranno 200 milioni le persone colpite da maculopatia degenerativa, di cui circa 1 milione in Italia. Ad essere maggiormente a rischio, gli adulti over 65, specialmente se fumatori o con ipertensione e obesità. Anche la predisposizione genetica e l’esposizione prolungata alla luce UV gioca un ruolo. Solo in Italia i costi socio-sanitari annui ammontano a oltre 2 miliardi di euro.
L’impianto di Padova non è il primo di questo tipo. Nel 2022, un intervento simile era stato eseguito a Roma, al Policlinico Gemelli, e negli Stati Uniti l’Imt (implantable miniature telescope) è stato approvato dalla Food and Drugs Administration già nel 2010. Altre esperienze ci sono state in Germania, Francia e Spagna. Casi internazionali che validano la sicurezza della procedura, e confermano un miglioramento della qualità della vita del 50-70% nei pazienti.
Un articolo su Tech2Doc racconta un altro intervento su persone affette da maculopatia.
Nel 2025 alla Clinica Oculistica Universitaria del Presidio Ospedaliero di Udine a quattro pazienti è stato impiantato un impianto oculare di ultima generazione, chiamato Port Delivery System, capace di ridurre la necessità di frequenti iniezioni endovitreali. Funziona come un serbatoio a rilascio controllato di un farmaco salvavista in grado di bloccare la proliferazione dei vasi sanguigni anomali nella retina.
Una novità con un impatto significativo in termini di riduzione dello stress, minori accessi ospedalieri e miglioramento della qualità della vita.
Claudia Torrisi






