NUOVE TECNOLOGIE
L’intelligenza artificiale in medicina: etica e responsabilità

Negli ultimi anni, l’Intelligenza artificiale (IA) ha avuto un forte sviluppo in ambito sanitario, tanto che Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, l’ha definita un’“innovazione dirompente” nel 2023.
L’uso iniziale si è concentrato sulla diagnosi per immagini (radiologia, dermatologia, oncologia, elettrocardiografia e retinopatia), permettendo confronti con vasti database per una maggiore precisione diagnostica. Col tempo, l’IA è stata applicata a quasi tutti i settori medici, modificando i paradigmi tradizionali, ma sollevando interrogativi etici e deontologici, in particolare per il rapporto medico-paziente.
L’Oms, già nel 2021, ha fornito linee guida etiche per l’uso dell’IA in sanità, sottolineando principi come autonomia umana, privacy, equità, sicurezza, trasparenza e responsabilità. In teoria, l’IA può rispettare tali principi, ma resta la preoccupazione sull’opacità dei sistemi basati sul deep learning, che rendono difficile per i medici comprendere i criteri delle decisioni fornite.
Per questo motivo, è essenziale una formazione specifica per i medici, affinché possano interpretare e validare le decisioni dell’IA, garantendo al paziente un uso consapevole e sicuro di questi strumenti, che diventano di fatto dispositivi medici sotto la responsabilità del professionista.

PENSIONI
Perequazione tradita

Per i medici pensionati pubblici l’inflazione degli ultimi anni è stata una vera tagliola, non sostenuta, come è stata dalla prevista perequazione. La rivalutazione delle pensioni, conosciuta anche come perequazione automatica, è un meccanismo previsto dalla legge italiana che ha l’obiettivo di adeguare gli importi degli assegni pensionistici all’inflazione. Il calcolo della perequazione delle pensioni…

UNIVERSITÀ
Medicina, via il numero chiuso arriva quello programmato

Il sogno di diventare medico continua a coinvolgere migliaia di giovani. Nell’ultima sessione di luglio 2024, 44.550 candidati hanno sostenuto il test di accesso a Medicina e Odontoiatria, con 20.867 posti disponibili (inclusi 1.400 per extra UE). Il 95% dei partecipanti ha ottenuto almeno 20 punti su 90, dimostrando la facilità del test rispetto agli anni precedenti.

La grande novità riguarda la riforma voluta dal Ministro Bernini: dal 2025 il test d’ingresso sarà abolito e sostituito da un sistema a numero programmato. L’immatricolazione sarà libera, ma per accedere al secondo anno si dovrà superare una selezione basata sui voti ottenuti nel primo semestre.

Il provvedimento ha suscitato dibattiti: il Governo lo definisce meritocratico, mentre l’opposizione lo critica perché mantiene comunque una selezione. Nel frattempo, i decreti attuativi garantiranno la piena applicazione della riforma entro un anno.