Il vantaggio va innanzitutto ai cittadini, che guadagnano delle Case di comunità funzionanti. Ma l’accordo per le 6 ore di servizio nelle strutture finanziate dal Pnrr fa anche guadagnare ai medici di medici di medicina generale il nuovo Accordo collettivo nazionale 2025-2027.
Il testo, firmato nei giorni scorsi da Sisac, Fimmg e Fmt è di fatto una modifica all’Acn in vigore e introduce per i medici di famiglia, se chiamati, il nuovo compito di prestare servizio nelle Case di comunità
IL NUOVO ACN ACCELERA
A sbloccare la situazione è stato un documento con cui il ministero della Salute e la Conferenza delle regioni si sono impegnati ad emanare, entro il 30 settembre, l’atto di indirizzo del nuovo Acn, con l’obiettivo di chiuderlo entro la fine del 2026. [Leggi il documento].
Per i medici di famiglia significa un passo avanti significativo verso aumenti e arretrati relativi al triennio 2025-2027.
CHI FARÀ LE SEI ORE A SETTIMANA
L’accordo sulle Case di comunità prevede l’introduzione, per i medici di medicina generale, di un obbligo fino a 6 ore settimanali, per 48 settimane annue, con turni di almeno 3 ore continuative, da prestare in giorni feriali, nella finestra oraria 8-20.
Questo non significa che tutti saranno precettati nei maxi ambulatori. Le chiamate avverranno secondo un ordine di priorità: in prima istanza, verranno coinvolti i medici che fanno la continuità assistenziale e i medici di medicina generale che sono già nel ruolo unico, e cioè quelli che hanno da 400 a 1.500 assistiti e hanno già un debito orario, dalle 38 alle 6 ore.
In secondo luogo i turni verranno proposti facoltativamente (ma a pagamento) a chi non è entrato nel ruolo unico.
Se il fabbisogno orario non dovesse essere ancora soddisfatto, in ultima istanza ci si rivolgerà ai vecchi convenzionati che non hanno dato disponibilità volontaria. Ma, grazie alla contrattazione dei sindacati, non sarà una chiamata dall’alto come si era visto in una Asl di Roma, che aveva iniziato a tirare a sorte le ore da assegnare ai medici.
L’Azienda, infatti, dovrà confrontarsi con il responsabile di Aft (che è un collega) per suddividere l’eventuale fabbisogno orario residuo. Una volta assegnate le ore, i medici avranno anche un ulteriore margine per organizzarsi, dal momento che avranno la possibilità di concordare tra loro una diversa organizzazione dei turni.
MILLE EURO AL MESE IN PIÙ
Per ciascuna ora di attività nelle Case della Comunità, ai medici è garantito un compenso pari a 38,72 euro, oltre oneri.
A conti fatti, per chi fa sei ore alla settimana equivalgono a circa 1.005 euro, più oneri, ai quali si potranno aggiungere integrazioni da contrattare con le Regioni.
FIMMG: IL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE È SALVO
“Opponendoci a quella che era una riforma calata dall’alto e lavorando alla costruzione della trattativa, abbiamo contribuito ad ottenere un successo molteplice, in favore dei medici e dei cittadini”, commenta al Giornale della previdenza Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg e vicepresidente vicario dell’Enpam.
“Abbiamo riportato una riforma così delicata e importante sul piano orizzontale del confronto – aggiunge Scotti –. In questo modo, abbiamo salvato il rapporto fiduciario medico-paziente, siamo riusciti a imprimere un’accelerazione decisiva al nuovo Acn 2025-2027 e abbiamo evitato il naufragio del progetto delle Case di comunità, che avrebbe rappresentato un danno per il nostro Paese e per i cittadini”.
Antioco Fois






