Mentre la riforma Schillaci frenava, soggetta ai marosi politici della stessa maggioranza di governo, a Roma andava in scena la riffa delle Case di comunità.
Nel municipio XI, secondo quanto emerso dalle cronache locali, i medici di base non avrebbero risposto alla chiamata della Asl Roma 3, per dare la loro disponibilità per l’assolvimento del debito orario nelle strutture finanziate con il Pnrr.
Per contro, l’azienda sanitaria avrebbe assegnato tramite sorteggio le ore da prestare, senza tenere conto di eventuali sovrapposizioni tra gli orari estratti a sorte e quelli di apertura degli studi medici.
Una modalità contestata dalla sezione regionale di Fimmg, che in merito aveva annunciato la presentazione di una diffida formale nei confronti dell’Asl Roma 3.






