Cosa accade alla psiche quando un pezzo di tecnologia diventa parte integrante del Sé corporeo?
Il binomio cartesiano mente-corpo è ormai obsoleto, afferma Augusto Iossa Fasano, psichiatra, psicoanalista, nonché presidente dell’Associazione Metandro, realtà ispirata al pensiero neuroscientifico del poeta e filosofo Paul Valéry. Lo studioso ha introdotto nella cura psicoanalitica contemporanea e nella formazione l’innovativa triade concettuale dinamica: Protesi-Corpo-Apparato Psichico.
Le protesi, come sappiamo, sono dispositivi medici progettati per sostituire, integrare o migliorare una parte del corpo non più funzionale. Quasi tutti, in fondo, indossano occhiali, lenti a contatto, busti, plantari, dentiere, apparecchi acustici o bypass, spesso ignorando di stare utilizzando una protesi o un’ortesi. La necessità di un ausilio è un’esperienza universale per correggere i limiti biologici legati all’età, ai traumi o alla genetica, tanto da rendere questi strumenti parte dell’ordinarietà quotidiana.
L’Autore espone però una distinzione fondamentale tra due categorie di soggetti: i portatori di oggetti ausiliari (protesi esterne al corpo, visibili e rimuovibili). E i portatori di un device endo-corporeo: innestato dentro il corpo, invisibile e non liberamente rimuovibile. È la figura del cyborg (o uomo bionico). La costante che ricorre in quest’ultima categoria, il cui organismo interagisce direttamente con dispositivi cibernetici interni – spesso salva-vita o dona-vita –, è un profondo senso di alterazione dell’identità.
Iossa Fasano evidenzia il rischio di alienazione e l’angoscia che derivano da questa intrusione tecnologica. Si tratta di un disagio connotato da un perturbante spaesamento, capace di paralizzare il soggetto o, all’opposto, di spingerlo verso azioni impulsive e rabbiose. L’essere umano contemporaneo non è più un’entità biologicamente isolata, ma un organismo strutturalmente integrato con dispositivi artificiali, microchip, ausili riabilitativi e interfacce digitali.
Riprendendo la celebre intuizione freudiana dell’uomo come “dio protesico”, il saggio indaga le profonde ripercussioni identitarie di questa ibridazione, riportando una densa e puntuale metodologia radicata in oltre trent’anni di attività sul campo. È una lettura indispensabile per psicoterapeuti e professionisti della salute che vogliano comprendere e accogliere la complessità del paziente-cyborg senza smarrirne la dimensione umana.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Psicoanalisi per la medicina tecnologica. Cura e supervisione per umani e postumani” di Augusto Iossa Fasano
Pubblicato in self-publishing con Papyrus Editore, Pistoia, novembre 2025, pp. 248, euro 25,00





