Pubblicato nella collana “Studi bioetici” diretta da Giorgio Palermo, presidente emerito del Centro cattolico di bioetica dell’arcidiocesi di Torino, quest’opera poderosa (464 pagine) si inserisce con autorevolezza nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra le scienze biomediche e l’evoluzione esponenziale dei dispositivi tecnologici.
In un’epoca in cui la digitalizzazione, la robotica e gli algoritmi ridefiniscono costantemente i confini della clinica, il saggio della Effatà Editrice si propone come una bussola indispensabile per orientarsi tra i nuovi paradigmi bioetici della sanità moderna. I contributi dei tre curatori Carla Corbella, Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno e dei 32 studiosi che li affiancano – tra medici, filosofi e teologi – convergono attorno al concetto di dignità della persona (fine e non mezzo) e di “proporzionalità della cura”, un principio fondamentale dell’etica medica e del diritto sanitario.
Un trattamento medico è giustificato solo se vi è un equilibrio oggettivo e soggettivo tra i benefìci attesi (in termini di salute e qualità della vita) e i rischi, i costi o le sofferenze che impone al paziente. La “proporzionalità” dovrebbe guidare medici e pazienti nelle decisioni cliniche più difficili, distinguendo tra una cura appropriata e l’“accanimento terapeutico” (così definito dai media, ma in medicina viene indicato come “inappropriatezza per eccesso” oppure “sovratrattamento” o “futilità” o di “ostinazione irragionevole” secondo la legge italiana (L. 219/2017).
In proposito, si illustrano altresì i nuovi concetti di “deprescrizione” e “desistenza” (che non è eutanasia né un suicidio assistito) terapeutiche, che – va sottolineato – includono l’obbligo deontologico del prendersi cura del paziente anche quando non si può guarire. La medicina non è solo tecnica e competenza, ma è anche presenza, ascolto e accompagnamento. Il principio che, infatti, unifica i vari saggi che compongono il volume è la dignità della persona (fine e non mezzo).
Innumerevoli gli scenari descritti tra cui la manipolazione genetica, l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi diagnostici, la medicina narrativa, la responsabilità etica professionale e giuridica degli operatori sanitari, la medicina difensiva, la sessuologia e il medical gaslighting, l’accesso alle terapie intensive, la gestione del fine vita (e la posizione della Chiesa cattolica).
Pur riconoscendo i benefìci tangibili delle innovazioni tecnologiche in campo medico, i bioeticisti pongono l’accento su criticità quali la frammentazione della conoscenza e la parcellizzazione e rivendicano il ruolo transdisciplinare della bioetica nel ricucire la frattura tra l’evidenza scientifica e l’esigenza umanistica.
Alla collettanea hanno partecipato: Marisa Bobbio, Piero Bottino, Carlo Casalone, Alessandro Comandone, Tiziana Comandone, Alessandra Consales, Guglielmo Consales, Antonino M. Cotroneo, Claudio Daniele, Giuseppina Dassio, Clara Di Mezza, Pier Paolo Donadio, Maurizio Pietro Faggioni, Ferdinando Garetto, Fabio Gaspari, Guido Giustetto, Mauro Grosso, Ugo Marchisio, Mariarita Marenco, Dario Mazzucco, Piero Meineri, Manlio M. Milano, Marcello Milano, Paolo Mirabella, Alberto Maria Molinar Min, Fabio Mosca, Filomena Padulo, Alberto Piola, Maria Ponzetto, Pasqualina Sapone, Roberto Francesco Scalon, Piero Secreto, Pierpaolo Simonini, Michelangelo Tortalla, Lucia Zamidei.
Il libro è stato pubblicato grazie al contributo del Gruppo italiano tumori rari Odv-Ets (Organizzazione di volontariato – Ente del terzo settore)
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Medicina e tecnologia. Nuovi paradigmi bioetici per la proporzionalità della cura” a cura di Carla Corbella, Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno
Effatà Editrice, Cantalupa (Torino), 2026, pp. 464, euro 34,00





