Erano stati stanziati con la legge di bilancio 2020, ora un decreto del ministero della Salute, pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta ufficiale, ridefinisce l’utilizzo di 235,8 milioni di euro. Si parla di una parte degli investimenti straordinari in sanità destinati a dotare di apparecchiature sanitarie di supporto gli studi dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e le aggregazioni di medicina di gruppo.
La novità dell’ultimo decreto, firmato dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, è la possibilità per le Regioni di destinare fino al 50 per cento della loro quota alle Case di comunità.
NUOVA COLLOCAZIONE PER I FONDI
Di questi fondi si parla già dal 2019, quando un tour in camper in giro per l’Italia fece della strumentazione diagnostica un tema di rivendicazione sindacale.
Il decreto del 27 luglio 2026 aggiorna il decreto ministeriale del 29 luglio 2022, che fa parte del programma straordinario di investimenti in sanità.
Come accennato, la novità principale del nuovo decreto è la possibilità per le Regioni di destinare fino alla metà della loro dotazione per l’acquisto di attrezzature per le Case di comunità hub e spoke. La parte rimanente andrà, invece, a finanziare le apparecchiature negli studi dei medici di famiglia e dei pediatri convenzionati con il Ssn. Allo scopo di “favorire la capillarità dei servizi e maggiore equità di accesso”, maggiore attenzione verrà data alle “aree interne, rurali, piccole isole e periferie urbane”, dove gli studi dei medici di base dovranno essere ulteriormente rafforzati con “strumenti di prima diagnostica, rete e telemedicina”.
La strumentazione dovrà essere compatibile e integrarsi “con la Piattaforma nazionale di telemedicina e con i servizi di telemedicina previsti dalla Component 1 della Missione 6 del Pnrr (e cioè: televisita, teleconsulto e teleconsulenza medico-sanitaria, teleassistenza e telemonitoraggio, ndr) nonché con il Fascicolo sanitario elettronico”.
I FONDI REGIONE PER REGIONE
Adesso la palla passa alle Regioni, alle quali spetta il compito di trasmettere al ministero della Salute i piani per le quote da destinare alle Case di comunità e agli studi dei medici.
La ripartizione per ciascuna Regione, prevista già dal decreto ministeriale del 29 luglio 2022, non è stata modificata dal recente decreto del ministro Schillaci.
Ecco quanto è destinato per ciascuna regione.
| Regione | Fondi | Regione | Fondi |
| Piemonte | 17.361.205,46 € | Lazio | 23.178.116,60 € |
| Valle d’Aosta | 503.510,02 € | Abruzzo | 5.210.680,78 € |
| Lombardia | 40.381.001,15 € | Molise | 1.210.173,37 € |
| Veneto | 19.648.194,58 € | Campania | 23.002.713,22 € |
| Friuli-Venezia Giulia | 4.857.413,54 € | Puglia | 15.919.899,27 € |
| Liguria | 6.140.451,17 € | Basilicata | 2.227.945,47 € |
| Emilia-Romagna | 17.976.939,50 € | Calabria | 7.627.552,24 € |
| Toscana | 14.869.862,97 € | Sicilia | 19.632.718,88 € |
| Umbria | 3.504.141,26 € | Sardegna | 6.489.973,32 € |
| Marche | 6.091.507,20 € | ||
| TOTALE | 235.834.000 € |
Antioco Fois






