Il telefono cellulare di Mario Natili inizia a squillare la mattina presto e fino a tarda sera non smette mai di richiamarlo al dovere.
L’ambulatorio del medico di famiglia della provincia di Viterbo apre alle 9, ma già alle 8 e mezza del mattino il camice bianco è a casa di un paziente, per una visita domiciliare. E poi via, di nuovo in macchina verso il suo studio, che alle 9 in punto è già circondato da un nugolo di pazienti in coda, parte dei 1.600 assistiti di cui il medico si prende cura giorno dopo giorno. È il riassunto condensato della giornata tipo di un medico di medicina generale, raccontata da un servizio giornalistico della trasmissione Re Start, andata in onda su Rai 3.
Fuori dalla retorica dei medici eroi e lontano dalle critiche di chi svaluta il rapporto fiduciario medico-paziente, Natili si confronta con i problemi reali di un territorio che soffre la carenza di medici di medicina generale. Solo nella provincia di Viterbo ne mancano 60, spiega il servizio della trasmissione Rai. Per dare una risposta ai propri assistiti, il medico estende di quasi tre ore l’orario di apertura del proprio ambulatorio e nella una sola giornata raccontata dalla trasmissione Rai il suo studio ha emesso 136 ricette mediche.
“Ho iniziato stamattina alle 7 e finirò, spero, stasera alle 7, alle 8, senza fermarmi un attimo”, commenta il medico alle telecamere di Re Start. “In questo momento il nostro sistema sanitario è sotto pressione. C’è una carenza di medici. Sia per quanto riguarda la medicina generale, sia per quanto riguarda i medici ospedalieri”, puntualizza il camice bianco, ricordando come moltissimi medici di famiglia siano costretti a prendere in carico una quota di assistiti che supera il tetto delle 1.500 unità, arrivando ad assisterne fino a 1.900.
Il servizio giornalistico finisce così. Natili deve tornare al lavoro, è appena a metà della sua giornata.
Af
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