La drammatica contabilità degli incidenti stradali in Italia, riferita all’anno 2025, registra tremila e più vite spezzate, oltre a 233mila feriti e, tra questi, circa 75mila persone condannate all’immobilità. La paralisi del corpo può tradursi – è fatale – in una paralisi dell’anima.
Questo testo esplora le profonde connessioni tra una lesione midollare acquisita (spesso di natura traumatica e ad alta incidenza tra i giovani) e le inevitabili conseguenze psicologiche. In particolare, l’autore, si sofferma su quest’aspetto, spesso negletto, dalla letteratura medica: l’impatto del trauma – improvviso e inaspettato – sull’organizzazione psichica della persona coinvolta e della sua famiglia.
L’Autore, psicologo clinico, in questo suo libro concepito per tutti gli operatori sanitari si rivolge a medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi, assistenti sociali, studenti e familiari, che curano, o convivono, con le persone con lesioni midollari. È grazie all’integrazione e alla sinergia di tutti questi attori, ciascuno per la propria competenza, che, attualmente, sono possibili la sopravvivenza delle persone con lesioni spinali e il loro reinserimento nell’esistenza quotidiana, raggiungendo una buona qualità di vita.
Storicamente, le condizioni delle vittime degli incidenti della strada o degli infortuni sul lavoro erano fortemente limitanti e, spesso, senza alcuna possibilità di sopravvivere. Finché, negli anni Settanta, sorgono anche nel nostro Paese le “Unità spinali”, centri ad alta specializzazione clinica caratterizzati da una forte impronta multidisciplinare con l’obiettivo di raggiungere la massima autonomia possibile con il livello di lesione dei pazienti. A fare da battistrada fu il Cto di Firenze.
Il pioniere mondiale nello studio delle tetra-paraplegie fu Ludwig Guttmann che nel 1944, con l’arrivo dei numerosi feriti di guerra paralizzati, aprì il centro di Stoke Mandeville nelle vicinanze di Londra: la prima “Unità spinale” della storia. Il medico inglese fu il primo ad introdurre – durante il secondo conflitto mondiale! – la prassi della riabilitazione globale e multidisciplinare, che coniugava trattamenti medici, supporto psicologico e rieducazione, anche attraverso lo sport. È grazie a ciò che oggi assistiamo alle Paralimpiadi.
Giovanni Luca Arescaldino, “in campo” dal 2001, nel suo volume analizza la presa in carico psicologica, le psicopatologie prevalenti (con riferimento al Dsm-5 e Pdm), la sessualità e i fattori protettivi necessari per arginare il danno psichico dei pazienti coinvolti.
Ricordiamo, infine, che nel 1988 il ministero della Sanità lanciò standard omogenei per tali centri, cambiando la definizione da “Unità spinali” a “Unità unipolari spinali”, a significare che il processo riabilitativo “globale” inizia sin dall’evento acuto, prosegue per tutta la degenza e si completa con il reinserimento sociale e lavorativo.
Giovanni Luca Arescaldino è docente all’università di Genova e operativo nell’Unità unipolare spinale dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dove ricopre un incarico di alta specialità clinica.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Psicologia clinica della lesione midollare. Teorie, evidenze e intervento psicologico” di Giovanni Luca Arescaldino
Antea Edizioni, Taggia (Imperia), 2026, pp. 204, euro 25,00





