I crediti contributivi rappresentano meno del 3 per cento degli attivi di bilancio delle Casse di previdenza dei professionisti. A rilevarlo è l’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati italiani, in occasione del convegno “Il bilancio delle casse previdenziali: linee guida sui crediti contributivi e passaggio alla contabilità Accrual” organizzato, martedì scorso, dalla Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali.
Nel dettaglio, secondo il Centro studi Adepp i crediti in recupero – al netto delle somme svalutate o neutralizzate – rappresentano il 2,96 per cento degli attivi al 31 dicembre 2024, quota che scende al 2,73 per cento rispetto al patrimonio investito.
Tutti i crediti sono oggetto di recupero: il 36,6 per cento tramite procedure interne, il 43,5 per cento tramite l’Agente della riscossione e il 19,9 per cento per via giudiziale.
OLIVETI: SERVONO POTERI PARI ALL’INPS
Nel corso del convegno il presidente dell’Adepp, Alberto Oliveti, ha auspicato un intervento normativo per attribuire alle Casse poteri di riscossione analoghi a quelli dell’Inps: “La Corte costituzionale, con la sentenza n. 7 del 2017 e con la recente sentenza n. 29 del 2026, ha ribadito che gli enti previdenziali privati e l’Inps hanno pari dignità, svolgendo una funzione pubblicistica. Anche se le Casse presentano già elevati livelli di efficienza nella riscossione, è giusto che possano iscrivere direttamente a ruolo i crediti relativi ai contributi obbligatori”.






