“L’approvazione odierna all’unanimità del bilancio consuntivo Enpam 2025, che per la prima volta presenta un saldo previdenziale negativo, testimonia il forte interesse dell’intera categoria rappresentata dal proprio ente di previdenza, a rischio di instabilità in caso di passaggio alla dipendenza di una parte non prevedibile dei suoi attuali e futuri contribuenti.
L’Ente infatti vive della contribuzione obbligatoria da lavoro autonomo dei suoi iscritti e portarne una parte alla dipendenza significa alterare in modo definitivo l’equilibrio tra contributi (ridotti) e prestazioni (immutate) di un sistema gestito a ripartizione.
Il sistema previdenziale a ripartizione (pay-as-you-go) è un meccanismo in cui i contributi versati dai lavoratori attuali finanziano direttamente le pensioni dei pensionati odierni.
È un “patto intergenerazionale” professionale in cui le prestazioni dipendono dalla demografia, dalla produttività dei lavoratori attivi e dal patrimonio. Il patrimonio accumulato – per quanto ingente – da solo non può garantire la tenuta di questo patto tra generazioni e il pagamento delle pensioni in essere, se verranno a mancare o diminuiranno i contribuenti.
Affermare di voler mantenere la contribuzione all’Enpam non è una soluzione. Se la configurazione giuridica del rapporto di lavoro cambia per forza di legge, anche la contribuzione verrà attratta al polo pubblico.
Per questo la Fondazione Enpam si batte per il rinnovo puntuale degli accordi convenzionali e si oppone a che i suoi contribuenti siano attratti al polo pubblico della dipendenza e dell’Inps”.
Per questo la Fondazione Enpam si batte per il rinnovo puntuale degli accordi convenzionali e si oppone a che i suoi contribuenti siano attratti al polo pubblico della dipendenza e dell’Inps”.
Commento di Alberto Oliveti
Presidente della Fondazione Enpam
Presidente della Fondazione Enpam







