Il Friuli ha fame di medici di famiglia e l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale cerca di affidarsi ai liberi professionisti.
La direzione aziendale ha pubblicato nei giorni scorsi un avviso per il conferimento di contratti di lavoro autonomo per le esigenze delle Aree cure primarie nei distretti sociosanitari di Udine e dintorni.
L’AZIENDA: CARENZA CRONICA DI MMG
Nel decreto firmato dal direttore generale Denis Caporale, come riporta un recente articolo pubblicato dal Gazzettino, viene precisato che “da tempo l’Azienda incontra importanti criticità nell’assicurare risposte adeguate al fabbisogno di assistenza primaria della popolazione”. Una “grave situazione” decretata dalla carenza di medici di medicina generale, alla quale l’azienda sanitaria ha risposto con una misura che ha “il carattere di extrema ratio al fine di evitare l’interruzione di pubblico servizio”.
INCARICHI DI LAVORO AUTONOMO
L’avviso è rivolto ai medici specializzati, a quanti hanno un diploma di formazione specifica in medicina generale, ma è aperto anche i laureati in medicina, abilitati alla professione.
Gli incarichi previsti dall’avviso comportano una serie di attività generalmente di competenza dei medici di famiglia. Dalla gestione delle patologie acute e croniche, anche con visite domiciliari, alla partecipazione ai piani vaccinali, dal rilascio delle certificazioni obbligatorie, fino all’attività di ambulatorio, in strutture messe a disposizione dal distretto o dal Comune.
Gli incarichi comportano un impegno di massino di 38 ore settimanali, saranno in vigore fino al 31 dicembre 2026 e prevedono una retribuzione oraria di 80 euro per gli specialisti, 60 per i diplomati in medicina generale, 40 per i laureati in medicina.
FIMMG: UN TENTATIVO DI SUPERARE L’EMERGENZA
“Il tema dei cosiddetti ‘gettonisti’ merita un approccio serio e responsabile, soprattutto in un momento di evidente difficoltà per la medicina generale e per l’intero sistema sanitario”, commenta Khalid Kussini, segretario della Fimmg provinciale di Udine, in risposta alle polemiche che si sono addensate sulla vicenda. “All’interno dell’Azienda – continua il rappresentante sindacale – si stanno compiendo sforzi importanti, spesso oltre i limiti consentiti dagli strumenti disponibili. Ma senza strumenti adeguati non si possono pretendere risultati diversi”.
“In questa fase, – conclude Kussini – la vera responsabilità della medicina generale è lavorare in modo unitario per superare un momento critico, contribuendo con proposte concrete e spirito costruttivo”.
Af






