L’Unione europea dei medici di medicina generale e di famiglia (Uemo) invita a rafforzare la medicina generale senza snaturarne il ruolo. L’organizzazione si inserisce così nel dibattito italiano sulle possibili riforme del rapporto tra medici di famiglia e Servizio sanitario nazionale.
Secondo l’Uemo, le sfide della sanità territoriale – dalla carenza di medici all’invecchiamento della popolazione, fino all’aumento delle cronicità e alla necessità di una maggiore integrazione multiprofessionale – vanno affrontate potenziando la medicina generale e dotandola di strumenti organizzativi, tecnologici e professionali adeguati.
In un appello firmato dal presidente Tiago Villanueva, l’Uemo esprime preoccupazione per eventuali riforme che possano compromettere i principi fondanti della medicina di famiglia. Tra questi figurano la continuità delle cure, il rapporto fiduciario tra medico e paziente, l’autonomia professionale e la prossimità dell’assistenza sul territorio.
L’iniziativa è stata resa nota dalla Fimmg. “Quando l’Europa interviene su una vicenda nazionale, lo fa raramente e mai a cuor leggero”, afferma il segretario generale Silvestro Scotti. Secondo il sindacato, il documento conferma il valore del modello convenzionale italiano, considerato un riferimento anche a livello europeo.
L’Uemo invita, inoltre, le autorità italiane ad aprire un confronto con le organizzazioni rappresentative della medicina generale per individuare soluzioni condivise.
La Fimmg porterà l’appello all’Assemblea nazionale del 13 giugno, inserendolo nel dibattito sul futuro della medicina di famiglia e sul percorso di riforma dell’assistenza territoriale.






