Cinquantamila euro per aprire nuove prospettive terapeutiche nelle malattie neurologiche più gravi. È il finanziamento stanziato dalla Fondazione Enpam 5×1000 a sostegno di un progetto annuale dedicato allo sviluppo di organoidi spinali bioingegnerizzati e impiantabili, una delle sfide più avanzate della medicina rigenerativa contemporanea.
Il progetto, realizzato presso la Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, punta a creare modelli tridimensionali del midollo spinale umano capaci, in prospettiva, di riparare danni causati da lesioni traumatiche e patologie neurodegenerative croniche.
LA MISSIONE DI ENPAM 5X1000
La collaborazione si inserisce nella missione istituzionale di Fondazione Enpam 5×1000, che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, con particolare attenzione al sostegno della ricerca scientifica e dell’assistenza sociosanitaria.
La scelta di finanziare un progetto di ricerca traslazionale presso un Irccs di eccellenza come la Fondazione Ca’ Granda, riflette la volontà di contribuire concretamente all’avanzamento della conoscenza scientifica in aree di elevato impatto clinico e sociale.
NUOVA FRONTIERA DELLA RICERCA NEUROLOGICA
Coordinata dalla professoressa Stefania Corti insieme al professor Sergio Barbieri, la ricerca utilizza cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) per generare organoidi spinali: strutture biologiche tridimensionali che replicano l’organizzazione e le connessioni neuronali del midollo spinale.
“L’obiettivo centrale – spiega Barbieri – è sviluppare organoidi spinali che possano non solo fungere da piattaforme di screening farmacologico ad alta fedeltà, ma essere ingegnerizzati per diventare impiantabili. Stiamo aprendo la strada a future strategie di medicina rigenerativa”.
A differenza dei modelli cellulari tradizionali, questi sistemi consentono di osservare processi biologici complessi e simulare con maggiore precisione l’evoluzione delle malattie del motoneurone e delle lesioni spinali.
DAL LABORATORIO A UNA POSSIBILE TERAPIA
Il progetto prevede diverse fasi operative: la generazione e caratterizzazione degli organoidi, la loro maturazione per favorire la formazione di reti neuronali funzionali e la sperimentazione in modelli di trauma spinale per verificarne l’integrazione nei tessuti nervosi.
“Lavorare su modelli tridimensionali ci permette di osservare dinamiche cellulari e molecolari che nei sistemi convenzionali semplicemente non emergono”, sottolinea Barbieri. Gli organoidi potranno, inoltre, essere utilizzati per test farmacologici personalizzati e per studiare nuove terapie, incluse quelle basate su approcci di medicina di precisione.
Al termine, i risultati del progetto saranno oggetto di divulgazione attraverso pubblicazioni scientifiche peer-reviewed e comunicazioni a convegni internazionali, con esplicito riconoscimento del contributo della Fondazione Enpam 5×1000.
L’IMPATTO PER I PAZIENTI
Le potenziali ricadute cliniche sono significative: ricostruzione dei circuiti neuronali danneggiati, riduzione della disabilità motoria e nuove opportunità terapeutiche per patologie oggi prive di cure risolutive.
Il contributo Enpam 5×1000, destinato al personale di ricerca impegnato nelle attività sperimentali, rafforza così un progetto di ricerca che mira a trasformare rapidamente i risultati scientifici in applicazioni concrete.
Un investimento che conferma come il sostegno alla ricerca possa tradursi in innovazione reale, avvicinando la medicina rigenerativa a una prospettiva, finora, considerata futuristica: riparare il sistema nervoso e restituire qualità di vita ai pazienti.
Se con il 5×1000, anche tu vuoi sostenere l’impegno della Fondazione, visita il portale enpam5x1000.it.







