Con l’ok dei ministeri vigilanti della scorsa settimana, è arrivato anche il via libera alla rivalutazione per il 2026 delle prestazioni assistenziali Enpam relative alla genitorialità e alle gestioni Quota A e Quota B. Per contrastare gli effetti dell’inflazione, la Fondazione provvede, infatti, alla rivalutazione degli assegni corrisposti agli iscritti e ai loro familiari, garantendo una copertura integrale (100 per cento) dell’aumento dei prezzi al consumo rilevato dall’Istat.
Gli importi sono stati incrementati dell’1,4 per cento, sulla base della variazione dell’indice Istat.
GENITORIALITÀ
Per il 2026, l’importo per la prestazione aggiuntiva di maternità destinata alle professioniste con reddito professionale sotto la soglia prevista passa a 1.205,76 euro. Sale anche il limite di reddito professionale per accedere alla prestazione, che per quest’anno è fissato a 21.703,44 euro.
QUOTA A
Rivalutati anche gli importi delle prestazioni per particolari eventi, delle prestazioni in casi eccezionali, dei contributi per l’ospitalità in casa di riposo e per l’assistenza domiciliare, oltre agli interventi previsti in caso di calamità naturali e ai sussidi integrativi per pensionati e superstiti.
Ad esempio, il contributo giornaliero per l’ospitalità in casa di riposo sale a 70,16 euro e quello per l’assistenza domiciliare a 701,67 euro mensili. Aumentano anche gli importi previsti per le prestazioni in casi eccezionali e per gli interventi legati alle calamità naturali. La misura massima delle prestazioni per il 2026 sale a 21.050,50 euro.
Infine, per il 2026, il sussidio integrativo per pensionati e superstiti interessati dalla specifica previsione regolamentare passa a 663,17 euro.
QUOTA B, PRESTAZIONI AGGIUNTIVE
Tre le prestazioni aggiuntive rivalutate per gli iscritti alla Quota B.
L’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta destinata ai neoiscritti sale a 39,76 euro; la misura massima annua delle prestazioni assistenziali aggiuntive in caso di pensione per inabilità assoluta e permanente arriva a 5.613,47 euro; il sostegno mensile al reddito in caso di azzeramento dell’attività libero-professionale per calamità naturali sale a 2.947,09 euro.
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