Con l’assegno di novembre, i pensionati Enpam riceveranno una pensione di importo più alto, parametrato all’indice dell’inflazione, insieme agli arretrati dei primi dieci mesi del 2026.
L’adeguamento riguarda le pensioni del Fondo di previdenza generale e del Fondo della medicina convenzionata e accreditata ed è quello previsto dalle delibere che il Consiglio di amministrazione dell’Enpam aveva deliberato sin dal 29 gennaio 2026 ma che i ministeri vigilanti hanno approvato solo ieri, 17 settembre.
Le deliberazioni fissano per il 2026 gli incrementi e gli importi collegati alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che per il 2025 è risultata pari all’1,4 per cento.
COME FUNZIONA L’ADEGUAMENTO
L’adeguamento all’inflazione delle pensioni Enpam avviene ogni anno sulla base di una formula prevista dai regolamenti dei Fondi.
Per il 2026, a fronte di un’inflazione dell’1,4 per cento, la rivalutazione viene applicata nella misura del 75 per cento dell’indice fino al limite di quattro volte il trattamento minimo a carico del Fondo pensioni per i lavoratori dipendenti (31.816,20 euro per il 2026) e del 50 per cento oltre tale limite.
In concreto, quindi, l’incremento delle pensioni per il 2026 è pari all’1,05 per cento sulla quota entro il limite previsto e allo 0,70 per cento sulla parte eccedente.
Poiché l’aumento decorre dal 1° gennaio 2026, con l’assegno di novembre saranno riconosciuti anche gli arretrati relativi ai dieci mesi precedenti, da gennaio a ottobre.
L’importo degli arretrati dipenderà naturalmente dall’ammontare della pensione individuale e dall’eventuale applicazione delle due diverse aliquote di rivalutazione.
INABILITÀ ASSOLUTA E PERMANENTE
L’adeguamento riguarda anche l’importo minimo del trattamento pensionistico per inabilità assoluta e permanente.
In questo caso la rivalutazione viene applicata al 100 per cento dell’indice Istat.
L’importo minimo, che nel 2025 era pari a 18.149,59 euro annui, passa nel 2026 a 18.403,68 euro annui, dopo l’applicazione dell’incremento dell’1,4 per cento.
INABILITÀ TEMPORANEA
Via libera anche alla rivalutazione delle prestazioni per inabilità temporanea.
Per gli iscritti alla Quota B del Fondo di previdenza generale, il limite massimo dell’indennità giornaliera viene portato nel 2026 a 199,30 euro, rispetto ai 196,55 euro del 2025.
Per gli iscritti al Fondo della medicina convenzionata e accreditata, invece, l’importo minimo giornaliero dell’indennità per inabilità temporanea e assoluta passa da 33,77 euro nel 2025 a 34,24 euro nel 2026.






