L’interesse sull’uso degli psichedelici a basse dosi (microdosing) è esploso negli ultimi anni.
Il fenomeno, attraversato da un rinnovato fervore, sta suscitando l’attenzione del mondo accademico e degli enti regolatori. Tuttavia, l’argomento divide, alimentando un entusiasmo acritico o un pregiudizio sprezzante.
Federico Gheza guida il lettore attraverso i meccanismi neurobiologici che distinguono il microdosaggio dall’esperienza psichedelica macroscopica: in questo volume non si cercano visioni o alterazioni profonde della percezione, ma un’ottimizzazione impercettibile delle funzioni cognitive, dell’umore e della creatività.
Il microdosing consiste nell’assunzione intermittente di frazioni sub-soglia (estremamente ridotte e non allucinogene) di sostanze psichedeliche come l’Lsd (dietilamide dell’acido lisergico) e la psilocibina.
Si tratta di due sostanze dalla storia singolare.
Nel 1943, a Basilea (Svizzera), il chimico dei laboratori Sandoz Albert Hofmann, lavorando sui derivati dell’acido lisergico, ne sperimentò accidentalmente e poi volontariamente gli effetti su di sé.
Successivamente, nel 1958, il chimico svizzero isolò la psilocibina e la psilocina dai funghi Psilocybe mexicana. L’Lsd si ottiene invece a partire dalla Claviceps purpurea, un fungo parassita noto comunemente come segale cornuta o ergot.
Negli anni ’50 e ’60, l’azienda farmaceutica elvetica distribuì gratuitamente l’Lsd ai ricercatori di tutto il mondo sotto il nome commerciale di Delysid, chiedendo in cambio solo i risultati delle sperimentazioni, spesso condotte con metodologie che oggi definiremmo inadeguate.
Mentre nei laboratori si accumulavano dati, l’acido lisergico uscì dal controllo della comunità scientifica. A metà degli anni Sessanta, la sostanza era ovunque, dai campus universitari ai quartieri bohémien. In seguito, arrivò la messa al bando globale e la ricerca si interruppe per mezzo secolo.
Federico Gheza spiega con chiarezza le sostanze, i protocolli d’uso, la biochimica dei recettori cerebrali, la differenza tra l’esperienza piena e la frazione sub-soglia, la gerarchia delle evidenze scientifiche disponibili, il quadro legale internazionale e italiano, i rischi e le controindicazioni.
La lettura è consigliata a chiunque voglia comprendere un tema complesso e di frontiera, senza cadere nella retorica della moda o nel rifiuto ideologico.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE Il LIBRO
“Sotto soglia. Microdosing di psichedelici. Tra ricerca scientifica ed esperienze consapevoli” di Federico Gheza
La Traccia Buona edizioni, Pistoia, 2026, pp.240, euro 18,00





