Siamo ciò che raccontiamo. Eppure quando l’esperienza capitale della sofferenza e della finitudine ci travolge, trovare le parole per dar voce al dolore diventa difficile. Ciononostante, nel contesto clinico, molti medici, infermieri e operatori sanitari continuano a fare affidamento su una triste – e spesso sterile – scala numerica da uno a dieci per quantificare la sofferenza.
Nel saggio curato e tradotto da Christian Delorenzo l’autrice Rita Charon – medico internista, studiosa di letteratura e pioniera della disciplina – illustra il ruolo fondamentale dell’ascolto e della condivisione delle storie nei percorsi di cura.
Al pari della psicoanalisi, la medicina narrativa è fondata sulla centralità della parola quale veicolo di cura.
Nel volume sono illustrati i parallelismi tra entrambi gli approcci. Tuttavia è bene sottolineare che la medicina narrativa non punta a sostituire l’approccio scientifico, bensì ad affiancarlo e completarlo. Le storie non curano al posto dei farmaci; tuttavia, scriverle, leggerle e condividerle contribuisce a dare un senso profondo alla malattia, a coltivare una solida fiducia relazionale e a rendere più efficace l’iter terapeutico.
La nascita ufficiale della disciplina risale al 2001, anno in cui Charon, nominata docente alla Columbia University, pubblicò sulla rivista Annals of Internal Medicine l’articolo che introdusse per la prima volta l’espressione “medicina narrativa” nel linguaggio scientifico.
In Italia questa branca ha registrato uno sviluppo straordinario, secondo solo a quello degli Stati Uniti: nel 2009 è nata la Simen (Società italiana di medicina narrativa) per iniziativa dello psichiatra Antonio Virzì, oggi presieduta da Marco Testa con la vicepresidenza di Marco Cerati.
In quest’opera, densa di richiami letterari e filosofici, l’Autrice ribadisce che la sola competenza tecnico-scientifica non basta per guarire. Attraverso strumenti mutuati dalla critica letteraria, come la lettura ravvicinata (close reading) e la scrittura riflessiva, Rita Charon propone una relazione terapeutica fondata sull’empatia. Integrare la pratica clinica con la capacità di accogliere, interpretare e onorare la storia personale di chi soffre diviene, di conseguenza, un passaggio imprescindibile nei moderni contesti di cura.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Raccontare la malattia. Le nuove frontiere della medicina narrativa” di Rita Charon
Raffaello Cortina Editore. Milano, 2026, pp.322, euro 25,00





