Perché non portate l’importo della pensione di Quota A almeno a quello garantito dall’assegno sociale? Ci sono medici che lavorano per vocazione pura magari in contesti in cui non percepiscono uno stipendio strutturato, rischiano di trovarsi in vecchiaia a dover sopravvivere con circa 300 euro al mese.
Richiesta sui social
Gentile Dottore,

in realtà l’Enpam, e gli altri enti di previdenza, in generale garantiscono un’integrazione al minimo Inps ai pensionati che non raggiungono quella soglia.
In pratica, se la pensione – o la somma delle pensioni – è inferiore a un determinato importo (circa 8mila euro all’anno nel 2026) gli iscritti possono chiedere un’integrazione fino a raggiungere questa soglia, ma solo per chi ha un reddito personale molto basso. Ad esempio, chi, oltre alla pensione, ha un reddito annuo di 16mila euro non ha diritto ad alcuna integrazione. Questa è una regola generale, che vale sia per l’Enpam sia per l’Inps.
L’integrazione al minimo, tuttavia, è prevista solo per le pensioni non interamente contributive (quindi sono escluse, per esempio, la pensione anticipata a 65 anni di Quota A o le pensioni di Quota A calcolate con i contributi versati solo dopo il 2012, quando c’è stato il passaggio al contributivo). Se non è possibile l’integrazione al minimo, si potrebbe aver diritto a un’altra prestazione pubblica che si chiama Assegno sociale (da chiedere all’Inps), che ha un importo un po’ più basso (fino a circa 7.100 euro l’anno), ma un meccanismo simile rispetto ai requisiti di reddito.
L’ENPAM FA DI PIÙ
Chiarito come funzionano le misure previste dalla legge (l’assegno sociale e l’integrazione al minimo), va detto che l’ente dei medici e degli odontoiatri ha delle prestazioni che le superano.
Infatti gli iscritti Enpam con redditi bassi hanno la possibilità di chiedere sussidi assistenziali che possono arrivare a 9.800 euro all’anno circa, in aggiunta all’eventuale pensione. Per saperne di più sui sussidi Enpam è possibile consultare questa pagina Come fare per.
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N.B. Le risposte sono curate dalla redazione del Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’editore Fondazione Enpam.
