Nella storia della letteratura (gialla) esistono personaggi che non appassiscono mai. Sempre attesi e ben accolti dai lettori. A Giovanna, detta Vanina, Guarrasi, vicequestore della squadra mobile di Catania, siamo affezionati. Sin dal primo incontro nel romanzo “Sabbia nera”, otto anni fa, quando – dopo una folgorante carriera nell’antimafia – la giovane Vanina, creata dalla penna di Cristina Cassar Scalia, lascia la sua Palermo per trasferirsi nella città etnea.
Accanita fumatrice, assidua divoratrice di tavolette di cioccolata, cinefila appassionata di vecchi film e del (sempreverde) commissario Maigret di Georges Simenon. Operativa nella sezione Omicidi, attira come una calamita i casi più singolari e complessi. Che puntualmente risolve con l’aiuto della sua squadra e dell’immancabile commissario in congedo Biagio Patanè.
È una domenica agostana. Non fosse per i problemi che angosciano i suoi amici più cari, Vanina starebbe attraversando un buon periodo; persino la relazione con il pubblico ministero Paolo Malfitano pare aver raggiunto il giusto equilibrio.
Ma a interrompere bruscamente la serenità di un’estate “quasi felice” – e la festa per l’84esimo compleanno dell’ex commissario Patanè – è il ritrovamento di un cadavere semicarbonizzato di un uomo. La vittima, cui hanno sparato un colpo alla testa, giace fra i ruderi delle terme dell’Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro storico etneo.
I suoi effetti personali sono andati distrutti. Solo il viso, miracolosamente scampato alle fiamme, permette alla polizia di riconoscerlo: è un senzatetto che tempo addietro era stato aggredito dagli scagnozzi di un potente clan mafioso. Le prime ipotesi investigative orientano la squadra verso la criminalità organizzata, ma scavando più a fondo l’indagine si complica.
Vanina comincia a esplorare nuove piste, fino al sorprendente e inaspettato epilogo finale.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Le terme dell’Indirizzo” di Cristina Cassar Scalia
Einaudi, Torino, 2026, pp.240, euro 18,00





