“La Cittadella” al pari di “E le stelle stanno a guardare”, negli anni ’60 e all’alba dei ‘70, incollavano tutti gli italiani, di tutte le età, alla televisione, allora in bianco e nero. Entrambi gli sceneggiati, per la regia di Anton Giulio Majano, erano tratti dai romanzi best-seller mondiali del medico scozzese Archibald Joseph Cronin, nato nel 1896 a Cardross e morto a Montreux, in Svizzera, all’età di 84 anni.
Eppure, lo scrittore − tra i più grandi del Novecento − continua ad appartenere al nostro presente. I suoi innumerevoli libri, ormai classici senza tempo, sono nelle biblioteche, nelle librerie, nelle scuole e nelle cineteche. Un singolare Premio letterario a lui intitolato ne celebra la grandezza. A Savona, nel nostro Paese.
Il Premio Cronin, ideato 19 anni fa dalla sezione “G.B. Parodi” dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) nella città ligure, ha registrato quest’anno un’affluenza record di partecipanti (127), confermando la sua rinomanza nel paesaggio medico e culturale italiano.
La diciannovesima edizione del concorso nazionale – riservato in esclusiva ai medici chirurghi e agli odontoiatri – si è conclusa sabato scorso 10 ottobre al Teatro “Gabriello Chiabrera” di Savona.
I concorrenti, svestiti del camice, hanno dato voce a talento, emozione e umanità, mostrando attraverso le quattro classiche sezioni – narrativa, poesia, saggistica e teatro – come la sensibilità clinica, l’ascolto quotidiano del dolore e l’esperienza del contatto umano possano trasmutarsi in una potente narrazione letteraria.
I PREMIATI
Citiamo, uno per uno, votati da una giuria composta da autorevoli esponenti della cultura, delle scienze e dell’informazione, i primi tre classificati per ciascuna sezione.
Per la Narrativa: il primo premio è stato assegnato a Graziella Nassimbeni con l’opera “La sorella senza nome”; il secondo premio a Claudiano Sironi con “L’ultima canzone di Ebla”; il terzo a Francesco Colosimo con “Il ragazzo che sapeva volare”. Menzione speciale a Michele Vetrugno con “Io ti vedo”.
Per la Poesia: sul podio Duccio Buccicardi con il componimento “Prima che il corpo parli”, Chiara Ferrecchi con “Dove hai viaggiato?” e Cinzia Scarone con “Le solitudini”. Premio speciale “Camillo Sbarbaro” – dedicato al celebre poeta di Spotorno nell’incanto della Riviera delle Palme – a Francesca Pellicanò per i versi di “Sine die”.
Per la Saggistica: la vincitrice è Annalisa Marinoni, autrice di “Quando una relazione favorisce l’armonizzazione del sé”; al secondo posto si è classificato Paolo Sossai di Matelica con “La dignità espropriata”; al terzo Lanfranco Luzi con “Garantire la vita fino all’ultimo”. Premio Speciale “Attualità – Le solitudini” a Florio Toselli, perfettamente in tema con “Soli si muore”.
Per la sezione Teatro: Stefano Moscatelli ha conquistato il primo posto con il testo “Non respiro”, seguito da Simone Benatti con “Vietato fumare” e, infine, da Silvia Feleppa con “I nuovi malati immaginari”.
LILIANA SEGRE “CUSTODE DELLA MEMORIA”
Sette anni fa il presidente storico del Cronin, Marco Lovisetti, ha istituito una nuova sezione del premio dedicandola al Medico Santo, Giuseppe Moscati (Benevento 1880 – Napoli 1927), proclamato tale da Papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987. Maurizio Cantore, con il suo “Quattro pianoforti e cambia il vento”, si è aggiudicato il Premio Speciale “Giuseppe Moscat”.
I testi completi delle opere premiate verranno progressivamente digitalizzati e inseriti nella sezione dedicata del portale, mentre nell’Albo d’oro sono citati tutti i classificati, dal primo al terzo, di tutte le edizioni.
I vincitori ricevono in dono un’opera originale di ceramica albisolese di elevato pregio artistico, accompagnata da una targa istituzionale; i secondi e i terzi classificati ricevono targhe, pergamene o premi di rappresentanza dedicati a seconda della specifica menzione.
Un unicum nella storia del Cronin è rappresentato dalla “Sezione Lettere dal Covid”, che nel 2022 ha raccontato la pandemia.
Tra assegnazioni, reading, saluti istituzionali e dell’Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto (Aned), con l’intermezzo musicale della flautista Silvia Schiaffino, il momento clou della cerimonia è stata l’attribuzione del Premio Speciale 2026 a Liliana Segre.
La senatrice a vita, definita dalla giuria “custode della memoria contro l’indifferenza”, non potendo essere fisicamente presente ha inviato un toccante messaggio in cui esalta il dovere della memoria e la missione etica dei medici, accomunati dalla salvaguardia e dalla tutela della dignità umana contro ogni forma di isolamento e oblio.
Paola Stefanucci























