L’Inps ha annunciato che le pensioni di vecchiaia dei medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale – anche in cumulo – le cui quote di pensione calcolate con il sistema retributivo sono state determinate applicando aliquote di rendimento riduttive, dovranno essere riesaminate d’ufficio.
Ai pensionati interessati alla ricostituzione del trattamento pensionistico saranno riconosciute le differenze, prevedibili in diverse migliaia di euro, sui ratei arretrati e gli interessi legali e/o la rivalutazione monetaria, calcolata a ritroso dalla data di riliquidazione del relativo trattamento.
LA NORMA NELLA MANOVRA 2024
Il dietrofront dell’Inps arriva a seguito di una forte protesta dei medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale insorti contro il nuovo calcolo delle pensioni, attribuite sulla base delle misure contenute nella ‘manovra’ approvata a fine 2023.
Il motivo principale della protesta (il primo sciopero risale al 5 dicembre 2023) è stato dato dall’articolo 33 della legge di Bilancio 2024, che prevedeva una revisione delle aliquote di rendimento per alcune quote di pensione (quote retributive) per i medici iscritti alla gestione ex Pensioni Sanitari (Cps) tra il 1981 e il 1995.
Per i medici dipendenti pubblici, i periodi lavorati fino al 31 dicembre 1995 venivano valorizzati con una tabella risalente al 1965. Era un sistema pensato per permettere a chi avesse 40 anni di contributi di andare in pensione con il 100 per cento della retribuzione.
Il sistema usato dalla Cassa pensioni sanitari (e da quelle di altre categorie, come i dipendenti degli enti locali) non era però lineare, ma assegnava percentuali proporzionalmente più alte per i primi anni di carriera. Questo, sia perché gli stipendi a inizio carriera sono più bassi, sia per tutelare vedove e orfani. Se un medico fosse deceduto dopo pochi anni di lavoro, la pensione su cui calcolare la reversibilità doveva essere significativa.
Così, per esempio, per chi avesse lavorato solo un giorno, la pensione sarebbe stata del 23,865 per cento dello stipendio. Con 10 anni di contributi la percentuale sarebbe salita al 31,819. Con 20 anni al 45 per cento. Con un’anzianità di 35 anni si avrebbe avuto diritto all’82,5 per cento, fino ad arrivare al 100 per cento della retribuzione, appunto, con 40 anni di contributi.
Dal primo gennaio del 1995, l’aliquota di rendimento è stata portata al 2 per cento costante per ogni anno di Servizio, come già era in precedenza per i dipendenti privati. Ciò consente, di conseguenza, di maturare con 40 anni di contribuzione il massimo dell’80 per cento dell’ultima retribuzione.
Con la legge di bilancio 2024, il governo è intervenuto a modificare la tabella del 1965 decidendo di applicare, per la quota pensionistica calcolata per con il sistema retributivo, una percentuale fissa dello stipendio del 2,5 per cento annuo.
Il taglio puntava a ridurre il vantaggio a chi aveva meno di 15 anni prima del 1996 e riguardava le pensioni anticipate, mentre i criteri precedenti rimanevano inalterati per le pensioni di vecchiaia. Restavano fuori anche i medici che avessero maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2023.
In verità, l’Inps ha applicato le nuove aliquote con decurtazione anche nei confronti dei soggetti che avessero maturato i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2023, nonché ai trattamenti delle pensioni di vecchiaia, determinate con il cumulo.
LA MARCIA INDIETRO
Accortosi dell’errore interpretativo con ampio ritardo e sollecitato dalle proteste dei medici, l’Inps è dovuto ricorrere ad un messaggio, il numero 787 del 5 marzo 2026, per rimediare.
Pertanto, l’Istituto previdenziale pubblico ha sottolineato che le pensioni di vecchiaia – anche in cumulo – le cui quote di pensione calcolate con il sistema retributivo siano state determinate applicando le aliquote di rendimento riduttive, dovranno essere riesaminate d’ufficio, con l’applicazione delle aliquote di rendimento, più favorevoli, previste dalla tabella di cui all’allegato A della legge numero 965 del 1965.
Ai pensionati interessati alla ricostituzione del trattamento pensionistico saranno riconosciute le differenze, prevedibili in diverse migliaia di euro, sui ratei arretrati e gli interessi legali e/o la rivalutazione monetaria, calcolata a ritroso dalla data di riliquidazione del relativo trattamento.
Claudio Testuzza
Tagli alle pensioni Inps, dove incide il bisturi





