Ho letto che l’indennità di maternità corrisponde all’80% del reddito percepito nel secondo anno precedente quello della nascita del figlio. Se l’anno da prendere come riferimento corrisponde ad un anno di specializzazione (quindi con unica entrata la borsa di specializzazione), come viene calcolata l’indennità?
Giulia Alfieri
Gentile Dottoressa,

alle professioniste che nell’anno precedente alla nascita del bambino non hanno avuto redditi professionali o hanno avuto redditi molto bassi (inferiori a 21mila euro circa), l’Enpam assicura l’importo minimo di 6mila euro circa a cui aggiunge un ulteriore assegno di 1200 euro. L’importo di 6mila euro corrisponde a cinque mesi di congedo di maternità (anche se le libere professioniste non sono obbligate per legge ad astenersi dall’attività lavorativa, a meno che non siano in una condizione di gravidanza a rischio).
La borsa di specializzazione, come lei stessa lascia intendere, non viene considerata reddito ai fini fiscali quindi se non ha avuto altre entrate professionali potrà contare su un’indennità di 7200 euro circa (importo minimo di 6mila euro + incremento Enpam di 1200 euro).
Infine, tenga presente che, quando si fa domanda di maternità, l’Enpam chiede la copia della dichiarazione di tutti i redditi, in modo da verificare se ha diritto ad ulteriori importi. La legge ha infatti stabilito che se il reddito complessivo dichiarato ai fini fiscali l’anno prima della nascita del bambino non supera una determinata soglia, si ha diritto al corrispondente di ulteriori 3 mesi di indennità. In questo caso, dunque, l’indennità minima può salire anche a oltre 10mila euro.
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N.B. Le risposte sono curate dalla redazione del Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’editore Fondazione Enpam.
