L’otto novembre di cento e ottantadue anni fa, nel 1844, si inaugurava a Vasto lo “Spedale Comunale dei poveri infermi”. Il luogo di cura fu fortemente voluto – chissà in quanti lo sanno? – da Luigi Marchesani, che nella cittadina abruzzese era nato.
Marchesani fu sostenuto nell’impresa con entusiasmo dal primo cittadino, Pietro Muzii, amato dalla comunità vastese per la sua operosità e forse per questo confermato per tre mandati.
Alla memoria del medico, storico e archeologo, è intitolato il “Premio internazionale Luigi Marchesani”. Giunta alla seconda edizione, l’iniziativa è promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Società vastese di storia patria e con il patrocinio dell’università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Il concorso è aperto a studenti medi superiori della regione Abruzzo, universitari, studiosi, laureati, ricercatori e appassionati di ogni nazionalità.
Per gli studenti è articolato in tre sezioni: “saggistica”, “reportage giornalistico”, “certamen poesia”, incentrate sulla ricerca e l’approfondimento della figura dell’illustre corregionale.
Per tutti gli altri partecipanti, le sezioni previste sono due: “saggio inedito” e “libro edito” di scienza, scienza medica, storia, archeologia, letteratura, ambiente, tematiche sociali.
Bando, regolamento e modulo per presentare la domanda d’iscrizione si trovano online a questo indirizzo. Le richieste di partecipazione dovranno essere inviate entro le ore 24 del prossimo 29 marzo all’indirizzo email premioluigimarchesani@comune.vasto.ch.it
Gli elaborati saranno valutati da una giuria di autorevoli esperti nei vari settori.
La cerimonia di premiazione si terrà il 3 luglio nel teatro Rossetti di Vasto, in occasione del 156esimo dalla scomparsa del medico vastese.
CHI ERA LUIGI MARCHESANI?
È il 10 giugno 1802 a Vasto nasce Luigi Marchesani, in una blasonata famiglia da Francesco Antonio, notaio, e da Elisabetta Giacomucci, secondo di sei fratelli.
Da adolescente, coltiva la passione per l’archeologia e la scienza medica, studia privatamente con profitto materie classiche, scientifiche, matematica, francese, stenografia e diritto romano.
A vent’anni si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia nella città partenopea. In quattro anni si laurea.
Instancabile, esercita, tra gli altri, presso l’Ospedale degli Incurabili e della Real Marina… Apre una scuola di Medicina. Non trascura la ricerca scientifica.
Nel 1836, mentre a Napoli scoppia il colera, Marchesani è a Vasto per un per un periodo di riposo. Rimane bloccato. Un anno intero. Ne approfitta per scrivere la “Storia di Vasto, città in Apruzzo citeriore”. La monografia viene pubblicata cinque anni dopo, accolta da un notevole successo editoriale. Tra gli illustri estimatori, anche lo storico e filologo tedesco Theodor Mommsen.
Diventa socio onorario dell’Accademia medico-chirurgica di Napoli e di altre prestigiose istituzioni, ma non si fa abbagliare dalla fama. Ritorna a Vasto.
Con il sostegno del sindaco fonda l’ospedale cittadino. Svolgerà il ruolo di direttore sanitario ed estenderà le sue competenze sanitarie multitasking alla chirurgia e all’anatomopatologia.
“Le grandi città offrono nosocomi e cliniche varie, il picciolo spedale di Vasto tutti li comprende – si legge in suo scritto – e con meno di trecento ducati annui ricompra la sanità del corpo a moltissimi, ed a non pochi salva la vita”.
Marchesani si occuperà – a titolo “grazioso” – della salute dei suoi concittadini per lunghi anni fino alla morte a 68 anni per cancro, dopo due anni di atroce sofferenza.
Oggi il nuovo ospedale di Vasto porta il nome di Luigi Marchesani (com’è naturale immaginare)? Invece, no. È intitolato al Santo di Pietrelcina. Tuttavia, da due anni, per celebrare il mai dimenticato Luigi Marchesani è stato istituito il Premio omonimo.
Paola Stefanucci






