È un giovedì. Congedato l’ultimo paziente in ambulatorio e fatta l’ultima visita domiciliare della giornata, Renato Fanelli si reca al rituale incontro settimanale con i colleghi per condividere dubbi, esperienze e aggiornamenti professionali.
“Quelli del giovedì”, così si è voluto ribattezzare questo gruppo di camici bianchi che spendono tempo, energia e studio per affrontare insieme problemi comuni oggi ai medici di medicina generale. Senza dimenticare di stare bene in compagnia.
APPROPRIATEZZA ED EMPATIA
Quando e com’è nata quest’iniziativa lo racconta proprio Fanelli, medico di famiglia da quasi 45 anni, in procinto di andare in pensione, nonché palliativista da 25 anni.
“La pandemia – dice – ha fatto emergere in un piccolo gruppo di colleghi la volontà di rafforzare i legami di collaborazione interprofessionale territoriale. Nel 2022, abbiamo cominciato a incontrarci nel mio studio a giovedì alterni per un supporto reciproco, un confronto e una condivisione delle conoscenze. Oggi sulla chat siamo 167 tra medici di medicina generale già inseriti nel Servizio sanitario nazionale e giovani colleghi che frequentano il triennio di formazione”.
Gli incontri – in cui si discute principalmente di appropriatezza prescrittiva clinica e farmacologica – avvengono a Roma nella sala riunioni della Casa della salute Prati-Trionfale grazie alla disponibilità della direttrice dell’Asl Roma 1, Elisa Gullino.
“Ci si occupa di tutto quanto riguarda la professione, con risalto per gli aspetti umani della cura e di empatia. Certamente, la parte più bella e affascinante nella professione del medico di medicina generale è quella del rapporto con i pazienti, con i quali, in anni di conoscenza reciproca si instaura una relazione che va oltre la mera assistenza medica”.
Un approccio condiviso dai colleghi che con Fanelli si ritrovano il giovedì.
“Quale medico di famiglia ormai di un’altra generazione – conclude – credo e spero che la figura del ‘medico della persona’ sia e rimanga comunque necessaria. Anche in una società che va sempre più instradandosi su nuove tecnologie”.
Paola Stefanucci






