In attesa di conoscere gli esiti della seconda prova, che si è svolta mercoledì scorso, il semestre filtro di Medicina minaccia di mietere numerose vittime. La prima tornata di esami del semestre filtro per l’accesso a medicina aveva prodotto, in tutta Italia, una valanga di bocciati. E anche il secondo appello rischia di essere un nuovo flop a causa di domande errate, doppie risposte, tempo insufficiente.
Si sono presentati al secondo appello: 46 mila candidati per Fisica, 42 mila per Chimica, 39 mila per Biologia.
ULTIMA CHIAMATA
Per molti era l’ultima chiamata: senza il fatidico 18 in tutte e tre le materie, l’ingresso a medicina sarebbe sfumato, almeno per quest’anno accademico. Molti candidati hanno denunciato prove “estremamente complesse”. Come la prova di fisica definita “impossibile”.
E i risultati di questa ulteriore tornata non sembrano possano essere migliori della prima, con il dubbio che sarà impossibile riempire tutti i posti disponibili nei corsi di Medicina ed evitare buchi in graduatoria e cattedre senza studenti. La ministra Anna Maria Bernini ha già detto che il sistema dovrà essere rivisto. Per il prossimo anno, ha assicurato, “si cambierà quello che si dovrà”.
Intanto, si fa avanti l’ipotesi che sembra essere, almeno per quest’anno, quello di non far perdere un anno a nessuno, pur cercando di preservare, in extremis e con un recupero successivo, gli standard formativi richiesti.
RECUPERARE GLI ESCLUSI?
L’ipotesi, la più probabile, prevedrebbe che la graduatoria nazionale del 12 gennaio comprenda tutti i candidati fino all’esaurimento dei posti disponibili (19.757 negli atenei pubblici) e non solo quelli che hanno superato con almeno 18 tutti e tre gli esami del primo semestre (Chimica, Biologia, Fisica).
In cima alla lista ci saranno gli studenti che hanno già tutti i crediti formativi. A scalare, con voti decrescenti, seguiranno coloro che ne hanno superati solo due su tre o uno solo.
Agli studenti che accedono con una o più insufficienze verrà assegnata una sede universitaria, ma nell’ateneo di destinazione dovranno obbligatoriamente seguire un breve corso e sostenere una prova di recupero dei crediti formativi mancanti, tra gennaio e febbraio 2026.
IRREGOLARITÀ E IMPRECISIONI
Le irregolarità già emerse durante la prima prova del semestre-filtro per l’accesso ai corso di medicina non possono essere solo episodi marginali attribuibili a pochi studenti indisciplinati, ma il sintomo evidente di un sistema concorsuale strutturalmente fragile, introdotto senza le dovute garanzie minime di sicurezza, omogeneità e trasparenza che una procedura nazionale dovrebbe assicurare.
Il semestre-filtro era stato presentato come un modello innovativo e più equo, ma tra promessa e realtà si è aperta una distanza drammatica. Gli studenti hanno preparato tre esami universitari a crocette sulla base di un messaggio politico: l’abolizione del numero chiuso.
E il secondo non è stato da meno. Il meccanismo del semestre filtro, introdotto per selezionare gli studenti dopo l’abolizione del numero chiuso nazionale, rischia, quindi, di produrre un esito paradossale: meno idonei dei posti banditi.
MECCANISMO FARRAGINOSO
Nel nuovo meccanismo introdotto, la selezione, infatti, non passa da un unico test d’ingresso: passa da tre prove che devono essere tutte superate.
Se una materia diventa lo “spauracchio” che promuove meno di un candidato su cinque, succedono tre cose.
Primo, la graduatoria rischia di restringersi troppo (anche con decine di migliaia di partecipanti). Secondo, si crea una selezione sbilanciata: chi è preparato in biologia e chimica, ma non in fisica, resta fuori comunque. Terzo, si alimenta l’effetto “ritenta”: molti, infatti, hanno usato il secondo appello come recupero/strategia (proprio perché esiste la possibilità di ripetere).
Una situazione potenzialmente “paradossale” per un sistema nato anche con l’idea di rendere l’accesso più gestibile e trasparente. Un primo semestre aperto a tutti. Ma in realtà con poco più di due mesi di lezioni in modalità mista: in presenza ed on line. Quest’ultima condizione soprattutto per mancanza di posti nelle Università.
Claudio Testuzza






