L’ineluttabile s’insinua, improvviso e inaspettato, nel sereno ménage di una famiglia benestante: una coppia di affermati architetti e due vivaci adolescenti che stanno per affacciarsi alla vita adulta.
Un incidente stradale cancella il futuro del giovane Giulio. I genitori sono travolti da un vuoto doloroso, impossibile da colmare. La diciasettenne sorella Amanda, fino ad allora educata e prima della classe, gravata dal dolore si annienta in una sorta di sregolatezza, che diviene norma.
Le vite e le storie, in queste pagine, s’intrecciano, come le ife delle radici degli alberi di una foresta che, sottoterra, si (inter)connettono formando una rete di comunicazione, cooperazione e resilienza, sostenendosi a vicenda.
Antonio, una moglie insegnante che sogna una bella casa, due figli, un mutuo da pagare, è un chirurgo ospedaliero, votato religiosamente alla sanità pubblica. Potrebbe arricchirsi in quella privata.
È considerato infallibile, finché una notte alle 3:00, dopo un lungo e faticoso turno diurno, viene richiamato in pronto soccorso: un ragazzo diciottenne si è schiantato alla guida della sua macchina. In rianimazione, alla tac il paziente presenta la milza rotta e il corpo del pancreas fratturato. Il sanguinamento addominale va fermato sùbito, la vita del giovane è a repentaglio.
In sala operatoria, Antonio esegue la splenectomia e raggiunta la retrocavità degli epiploon recide la coda del pancreas. Alle 6:00 l’intervento è finito (e tecnicamente riuscito). Ha fatto la scelta giusta?
Ma la medicina, come la vita, è imprevedibile… nelle successive ventiquattro ore Giulio muore.
La carriera, la famiglia, la vita di Antonio, consumato dal dubbio, comincia a sgretolarsi sotto il peso dell’accusa di omicidio colposo, dell’accanimento legale dei genitori del ragazzo – eppure ha fatto l’impossibile per salvarlo – della responsabilità, della giustizia e di una sanità allo stremo.
Tuttavia “più buio di mezzanotte non potrà mai fare”. L’antico proverbio esorta a coltivare la speranza, anche nel buio più impenetrabile. Prima o poi, apparirà un barlume di luce.
L’autore, Federico Scottoni, romano, classe ’84, chirurgo pediatrico, dal 2020 vive sulle colline torinesi e in queste pagine ce ne restituisce l’incanto.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Ricordati che più buio di mezzanotte non potrà mai fare” di Federico Scottoni
Robin Edizioni, Torino, 2026, pp.372, euro 20,00





