
A quale tempo si riferisce il titolo del libro di Franco Garonna, primario di Psichiatra per un quarto di secolo nel Servizio sanitario nazionale? All’età senile, l’epoca “del raccolto” ovvero del bilancio esistenziale? O al suo lungo percorso professionale ora che ha raggiunto il 70esimo anno?
Si tratta di un “saggio-biografia”, dice nella prefazione Matteo Chiarani, docente di psicologia presso lo Iusve (Istituto universitario salesiano di Venezia, spesso esteso come Istituto Universitario e Verona). Non è un manuale di tecniche cliniche, bensì una raccolta di argomenti di psicolo(pato)logia resi comprensibili per tutti.
A tal proposito, l’Autore spiega la differenza tra la “pratica clinica” (un automatismo, risultato di un’esperienza appresa) e la “clinica pratica”. Questa è l’applicazione al sapere medico, unito alla propria personale esperienza, nella relazione interpersonale con la persona malata.
Il volume si apre con una scintillante riflessione sulla senescenza. E sui tre aspetti fenomenologici che la caratterizzano: il corpo, l’utilità e la solitudine. Si susseguono, tra gli altri, capitoli dedicati ad argomenti quali la sessualità “negata”, l’identità (perduta), l’autonomia (limitata).
La vecchiaia interviene (dalla nascita) senza che ce ne accorgiamo. Giorno dopo giorno, il tempo inesorabile ci dona la mortalità. Essere mortali è il nostro destino ed è bene prenderne consapevolezza.
Siamo singolarmente – dice lo psichiatra nelle conclusioni – solo l’anello di una lunga catena che si ritrova negli atomi rarefatti del cosmo e non andrà mai nel nulla. Perché il nulla si può pensare, ma non esiste in natura. La morte non è la fine della vita, ma la sua interruzione.
Franco Garonna, Cavaliere al merito della Repubblica italiana, è attualmente direttore della Casa di cura neuropsichiatrica Park Villa Napoleon di Preganzio, a Treviso.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Nel tempo del raccolto. Argomenti di Psicopatologia” di Franco Garonna
Armando Editore, Roma, 2025, pp.176, euro 15,00





