Teresa è la decana di quattro generazioni di donne le cui esistenze attraversano il Secolo breve, dal fascismo alla pandemia. Sta per raggiungere, in piena salute, il traguardo dei cent’anni.
Nasce nel 1928, mentre alle Olimpiadi di Amsterdam si sta disputando per la prima volta una gara di atletica leggera femminile ed Elizabeth Robinson vince i cento metri piani. Padre ingegnere, studia con profitto, ama leggere, si laurea quando all’università accedevano solo gli uomini.
Proprio alla facoltà di Giurisprudenza incontra Luigi Accoto, studente ambizioso e affamato di riconoscimenti. Lo sposa. Grazie alla carriera di lui, la coppia si trasferisce dal paese natio nel palermitano (dove manca tutto, anche l’acqua corrente) a Roma, in un quartiere bene.
Ciononostante, il sentimento centrale che l’accompagna da sempre è un’irriducibile rabbia che scarica sui familiari e su una schiera interminabile di cameriere prima e di badanti poi, puntualmente licenziate. E, persino, sul suo innocente gatto Romeo.
Elena, la sua primogenita, pur essendo diventata madre di Marisina e nonna delle piccole Costanza e Viola, si strugge nel desiderio di una parola dolce o di una carezza materna che non ha mai ricevuto. Finché appare possibile una riconciliazione familiare…
Tra squarci autobiografici, memorie e guizzi di ironia, emerge un calamitante affresco del Novecento, il secolo dell’emancipazione femminile e del progresso che rivoluziona la vita quotidiana delle famiglie.
Esilaranti le pagine che raccontano la refrattarietà della novantenne Teresa all’uso del cellulare.
Narratrice superlativa, madre di tre figli, la ginecologa palermitana Giuseppina Torregrossa scrive libri dal 2007 ed è la creatrice della commissaria Marò Pajno e dell’ispettore Mario Fagioli, personaggi entrati a far parte stabilmente del paesaggio della letteratura gialla.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Corta è la memoria del cuore” di Giuseppina Torregrossa
Mondadori, Milano, 2025, pp. 259, euro 19,50





