Franco Basaglia è colui che ha rivoluzionato la storia della psichiatria. Ha chiuso i manicomi e re-inserito i malati nella società. Non è stato facile. Né rapido.
Laureatosi venticinquenne nel 1949 all’università di Padova, il più celebre e innovativo esponente dell’(anti)psichiatria italiana ha attraversato il passaggio dalla legge Giolitti, risalente al 1904, alla (sua) legge 180 del 1978.
Vale a dire: dall’internamento, segregazione, esclusione e contenzione manicomiale, al rispetto dei diritti e della dignità delle persone con disturbo mentale.
Nel 1961 entra in qualità di direttore nel manicomio di Gorizia. Di fronte a sé trova un orrore senza fine. Tre anni dopo, al primo congresso di Psichiatria sociale a Londra, dichiara la necessità urgente della distruzione degli ospedali psichiatrici e il ritorno alla libertà (il primo passo verso la cura) dei malati.
Nel 1971 dirige il manicomio di Trieste. Nel 1980 lo chiude. E apre i Centri di salute mentale, operativi 24 ore su 24, rendendo “possibile” ciò che era ritenuto impossibile. Nella primavera del 1980 riceve la diagnosi di tumore cerebrale. Muore a Venezia il 29 agosto dello stesso anno.
Qual è l’eredità del pensiero basagliano e il perché della sua straordinaria attualità?
Se ne parla in questo volume corale, a cura di Giovanna Del Giudice, psichiatra leccese, classe ’46, che ha iniziato a lavorare a Trieste con il “padre della psichiatra contemporanea”. Dal 2013, Del Giudice è presidente dell’Associazione conferenza permanente per la salute mentale nel mondo Franco Basaglia.
Alle riflessioni in esso contenute hanno contribuito autorevoli psichiatri di oggi che ieri hanno collaborato con Basaglia: Mario Colucci (già direttore del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Udine), Mario Novello (già docente di Psichiatria forense a Trieste), Benedetto Saraceno (già direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Oms), Ernesto Venturini, membro direttivo del Ciao (Cultura, Infrastrutture, Ambiente, Opportunità).
Oltre allo psichiatra goriziano Alessandro Saullo, classe ’79, a Daniele Piccione, docente di Diritti costituzionali e disabilità all’università di Parma, all’antropologa direttrice della ricerca emerita all’Istituto nazionale della Salute di Parigi, Anne M. Lovell, a Ota De Leonardis, docente di Sociologia all’università Milano Bicocca, a Silvia Bon, storica e scrittrice, a Giancarlo Carena, infermiere e fondatore del Consorzio Ausonia, e a Michele Zanetti, docente di Diritto del lavoro a Trieste, Torino e Parigi.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Basaglia oggi. Un pensiero necessario” di Giovanna Del Giudice
Il Pensiero scientifico Editore, Roma, 2025, pp. 170, euro 18,00





