Sabato 14 Febbraio 2026 ci sarà la ventiseiesima giornata nazionale del Banco Farmaceutico. Si tratta di una raccolta di farmaci per gli assistiti più bisognosi che non possono permettersi di acquistare farmaci da banco di primaria importanza.
MEZZO MILIONE DI PERSONE IN POVERTÀ SANITARIA
Nel 2025 sono state 501.922 le persone in povertà sanitaria, 145.000 sono minori, che si sono rivolte ad una delle 2.034 realtà assistenziali convenzionate con Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure che non avrebbero potuto permettersi. Rispetto alle 463.176 del 2024 si è registrato un aumento dell’8,4 per cento.
La povertà di reddito e la povertà di salute sono due elementi che continuano a caratterizzare la nostra epoca. La seconda deriva dalla prima, ma non solo. Chi è povero di salute non si prende cura di se stesso e della propria famiglia come vorrebbe a causa di evidenti ragioni economiche.
IL RUOLO DEI MEDICI
Anche la partecipazione dei medici e la loro collaborazione con i farmacisti sono elementi chiave nell’ambito delle attività della Fondazione Banco Farmaceutico.
Il Banco Farmaceutico (Fondazione Banco Farmaceutico Onlus) coinvolge attivamente i medici nel processo di assistenza sanitaria per i bisognosi, in particolare attraverso enti convenzionati che dispongono di personale medico. I medici sono cruciali per la prescrizione di farmaci, inclusi quelli con obbligo di ricetta, donati dagli enti assistenziali e facilitando l’accesso ai farmaci soprattutto da banco per chi non può permetterseli. Gli enti assistenziali che ricevono farmaci dal Banco Farmaceutico (oltre 225 in Italia) si avvalgono spesso di medici volontari per la corretta diagnosi e la prescrizione dei medicinali necessari alle persone in povertà sanitaria.
Serve davvero un moto di gratuità collettivo, perché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi. Donare farmaci, cibo o coperte, prendersi cura di chi è povero e ammalato, fornire un tetto o un lavoro a chi ne è sprovvisto non sono mai azioni che esauriscono il proprio scopo in se stesse.
Si tratta di pratiche che, nel tentativo di compiere il bene, qualificano la nostra civiltà e la nostra professione.
L’UTILITÀ DEL BANCO FARMACEUTICO
Con questa logica si impegna da tempo il Banco farmaceutico, iniziativa che quest’anno compie 26 anni. Durante la passata edizione (dati Bilancio sociale 2024), grazie a 70 aziende, a 5.684 farmacie e a oltre 19.894 farmacisti e 25.578 volontari, sono state raccolti 3.537.226 farmaci e beni sanitari, pari a un valore di 44.053.699 euro. Complessivamente ne sono state recuperate oltre 208 tonnellate.
Il 93 per cento delle donazioni delle aziende consiste in eccedenze farmaceutiche: prodotti in corso di validità che per vari motivi (data di scadenza ravvicinata, rinnovo packaging, over stock rispetto alle stime commerciali) non possono più essere venduti.
Il 7 per cento, invece, sono prodotti donati espressamente a Banco Farmaceutico per sostenere progetti o emergenze internazionali.
La maggiore parte delle donazioni, è costituita da medicinali che, se non fossero consegnati al Banco Farmaceutico, andrebbero distrutti.
ANCHE NELLE NOSTRE CASE I FARMACI SI BUTTANO
È da sottolineare che ogni anno, nelle nostre case, restano inutilizzate confezioni di farmaci ancora validi. Si tratta di una risorsa preziosa per chi non può curarsi.
Attraverso il sistema delle donazioni aziendali e del recupero farmaci validi, Banco Farmaceutico prevede, entro il 2030, di ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo.
Ogni anno, tonnellate di prodotti farmaceutici sono recuperate, sottratte alla demolizione e utilizzate per scopi benefici. È stato così possibile, nel 2024, aiutare 463.000 persone in condizioni di povertà sanitaria e sostenere 2.074 realtà assistenziali
FARE DEL BENE PER VIVERE BENE
Il fine dell’azione del Banco farmaceutico, registrato nel Bilancio sociale, si compendia nel render conto ai donatori e ai sostenitori delle attività svolta durante l’anno, far comprendere perché aiutando il Banco si realizza il bene di chi ha bisogno e di tutta la società, e testimoniare come la gratuità e la cultura del dono siano in grado di qualificare e trasformare positivamente i contesti del nostro vivere.
Claudio Testuzza






