Quando si svolge un seminario sull’Enpam per gli studenti universitari l’attenzione è sempre alta. E al termine c’è una domanda che non manca mai: “Posso iscrivermi retroattivamente?”. La risposta, ahimè, è no.
Del resto, lo dice la parola stessa: previdenza è “la qualità di chi si premunisce, si tutela per tempo da possibili future difficoltà”, come spiega il dizionario Coletti. O si fa per tempo, o si perde l’occasione.
Nel corso di questi incontri, gli iscritti ai corsi di laurea in medicina e odontoiatria si rendono conto di essere gli unici studenti universitari in Italia ad avere il diritto a una tutela previdenziale e assistenziale. Per giunta è quasi gratuita, visto che gran parte dell’onere è assorbito dall’ente, come segno di solidarietà della categoria. Però è facoltativa: le studentesse e gli studenti interessati devono quindi attivarsi da soli e fare domanda di iscrizione direttamente dal sito dell’Enpam.
Il primo momento utile per farlo è all’inizio del quinto anno di corso di laurea. Ci si può iscrivere anche successivamente, fintanto che non si è laureati, ma le tutele e i vantaggi scatteranno da quel momento in poi, e non saranno retroattive. Grazie all’iscrizione all’Enpam decine di studentesse rimaste incinte prima della laurea hanno ricevuto un sussidio di maternità.
Così come tanti studenti neo-papà hanno potuto chiedere un bonus per i neonati. E c’è anche chi, coinvolto in un tragico infortunio, sta beneficiando ogni mese di una pensione di inabilità e di un assegno per la non autosufficienza, frutto di una polizza che copre tutti. Ma soprattutto ci sono migliaia di futuri medici e futuri odontoiatri che si sono visti riconosciuti gli ultimi due anni di corso di laurea per quello che sono: lavoro, duro.
Così con poco più di 12 euro al mese, hanno “acquistato” periodi di anzianità utili per la pensione. Si pensi che, una volta che ci si è laureati, per raggiungere questo scopo si può al massimo fare un riscatto, per un costo che – per quanto agevolato – va dai 6mila agli 8mila euro all’anno. Insomma, l’unica ragione perché tanti studenti e studentesse non fanno l’iscrizione all’Enpam è che non lo sanno.
L’Enpam resta a disposizione di tutti gli atenei, dei presidi, dei presidenti di corsi di laurea e di tutti i docenti universitari che volessero organizzare incontri con gli studenti o ricevere materiale informativo. Del resto l’iscrizione alla previdenza costituisce anche un punto d’arrivo e un passaggio simbolico: si viene ammessi nell’ente dei medici e degli odontoiatri
dopo un quadriennio di studio e di esami, quando si è arrivati alla fase delle cliniche e dei tirocini pratici valutativi abilitanti.
Quasi professionisti, futuri colleghi. Tutelati per intero, da subito.
Alberto Oliveti
Presidente della Fondazione Enpam






