Ho sentito parlare della possibilità di riscattare a un prezzo più che onesto gli ultimi due anni di università. Conosco però situazioni particolari in cui lo studente è quasi certo di andare fuori corso di almeno uno o due anni. In questo caso conviene continuare a pagare anche due anni extra per riscattarne soltanto due “istituzionali” o anche gli anni extra da fuori corso varranno ai fini dell’anzianità contributiva?
Lettera firmata
Gentile Studente,

con l’iscrizione all’Enpam da studente anche gli anni fuori corso valgono come anni di lavoro, non solo i due “istituzionali”. Chi decide di iscriversi al quinto anno, in pratica, è come se riscattasse anticipatamente gli ultimi due anni di università a un costo molto basso, con l’opportunità di aggiungere a questi anche gli eventuali anni fuori corso.
Bisogna anche ricordare che solo con l’iscrizione all’Enpam da studente si possono valorizzare gli anni fuori corso. Ciò perché, secondo le regole attuali, il riscatto degli studi universitari vale solo per gli anni del corso legale del diploma di laurea.
Le ricordiamo che iscriversi all’Enpam prima di finire gli studi le permette anche di iniziare ad accumulare contributi previdenziali senza dover aspettare l’abilitazione professionale.
Tutti i contributi che verserà alla Quota A da studente non andranno persi, ma le torneranno indietro sotto forma di pensione, oltre a garantirle le tutele previste per i professionisti.
Invia una domanda o un commento scrivendo a lettere@igdp.it
N.B. Le risposte sono curate dalla redazione del Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri e non riflettono necessariamente il punto di vista dell’editore Fondazione Enpam.
