A palazzo Strozzi (Firenze), dal 29 maggio al 31 agosto 2025 sono state esposte una serie di opere della artista Giulia Cenci dal titolo “The Hollow men”, ispirate da una poesia del 1925 sulla guerra, scritta da T.S. Eliot.
Tra queste, una scultura che ha particolarmente colpito Fabio Donati – medico fiorentino specialista in chirurgia generale, ora in pensione – che ha voluto darne una sua visione, attuale, paragonando il dramma del fango e delle trincee di quegli “uomini vuoti”, interpretati dalla scultura, con quello dei migranti.
Da qui, la scelta di creare una foto composizione inserendo lo scatto di Giulia Cenci, in modo che sembri in fondo al mare. “Un’opera che mi ha particolarmente colpito. Da subito ho visto questa scultura, come affondata nel mare, nel contesto del dramma che si perpetua nel Mediterraneo, di quei corpi senza vita, senza nome, alla ricerca di un futuro che non hanno mai trovato”, ci spiega Donati.
Dal punto di vista tecnico e compositivo, l’efficacia di questo scatto risiede proprio nella sua capacità di non essere una semplice riproduzione documentaria, ma una vera e propria interpretazione emotiva. La forza dell’immagine sta proprio nella scelta di enfatizzare quel senso di isolamento dei volti, irriconoscibili, intrappolandoli nel mare.
L’uso della vignettatura e della texture aiuta a esaltare le maschere conferendo alla foto l’aspetto di un reperto antico in fondo al mare. Uno scatto che abbiamo deciso di premiare con la copertina di questa prima selezione del concorso “Oltre la cornice”, in cui chiediamo ai nostri lettori appassionati di fotografia di reinterpretare una opera d’arte secondo la propria sensibilità.
Esattamente quanto fatto da Donati con questa immagine. Un vero invito a non restare spettatori passivi di fronte all’arte.
Per chi volesse cimentarsi in questa sfida, il consiglio è quello di cercare sempre il dettaglio o l’angolazione insolita, evitando la ripresa frontale e didascalica. Spesso basta un riflesso su una teca, un gioco di ombre o una particolare inquadratura dal basso, per trasformare un oggetto statico in un racconto vivo, così come hanno fatto i lettori i cui scatti che abbiamo selezionato vi proponiamo nella galleria fotografica qui sotto.
Norberto Maccagno
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