La medicina come la vita è imperfetta e imprevedibile. Nella chirurgia d’urgenza questo parallelismo è ancor più evidente. L’arte del chirurgo è difficile, pericolosa, esclusiva. Nelle sue mani è la nostra salvezza. Non sempre infallibili.
“Nella medicina, come nella vita l’importante non è vincere, ma non perdere”.
È quanto ribadisce, e ne spiega il perché, nel suo libro Jacopo Martellucci, chirurgo d’urgenza, parafrasando la celebre massima del fondatore delle Olimpiadi moderne Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin: “L’importante non è vincere, ma partecipare”.
Ciò detto, dove inizia un intervento chirurgico?
Non inizia nelle sale operatorie, ma inizia molto prima. Racconta una storia di errori e dedizione, di prove e di studio, di battaglie contro le avversità, di dolore e morte, di “miracoli” e speranza, dice l’Autore.
Tutto questo si concentra nella punta del bisturi comincia a incidere la pelle e decide un destino. La chirurgia d’urgenza richiede ogni giorno prestazioni di alta performance, spirito di improvvisazione e di adattamento, l’osservazione di protocolli sempre aggiornati, l’attitudine a lavorare in gruppo, formazione continua, resistenza allo stress e tanta passione.
In pratica, tutti i requisiti necessari a qualsiasi altra attività e al camminare nella vita. Facendo tesoro degli errori e delle sconfitte, è più facile “chiudere la porta” sapendo dove e da chi andare.
Jacopo Martellucci, senese, classe 1981, è operativo da molti anni in chirurgia d’urgenza nell’azienda ospedaliero universitaria Careggi, a Firenze. Ha da sempre integrato l’attività clinica con la ricerca, le nuove tecnologie, la formazione, la comunicazione, la musica jazz, lo sport e la cucina.
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“Chiudi la porta quando esci. Incidi sulla tua vita come un chirurgo d’urgenza” di Jacopo Martellucci
Leonardo Libri, Firenze, 2024, pp.168, euro 15,00





