Lo si vede perennemente appeso al collo dei dottori. Lo stetoscopio, uno degli strumenti diagnostici più adoperati nella pratica medica quotidiana, è apparso nel paesaggio sanitario 210 anni fa. L’Autore di questo volume, già primario e docente di chirurgia toracica, ne ripercorre le tappe evolutive: dall’invenzione nel 1816 fino al 1966. Centocinquant’anni in cu lo stetoscopio è passato da essere un semplice cilindro di legno, attraverso il metallo e la plastica, al sofisticato ausilio medico usato oggi.
L’auscultazione diretta – l’orecchio appoggiato sul petto del paziente – era già utilizzata empiricamente sin dai tempi di Ippocrate.
Tuttavia, l’invenzione del medico francese René-Théophile-Marie-Hyacinthe Laennec aprì una nuova era nella storia della diagnosi clinica. Per superare l’imbarazzo provocato dall’auscultare direttamente cuore e polmoni di una paziente, Laennec arrotolò un foglio di carta in forma di tubo per sentire e valutare i suoni cardiaci e polmonari.
Da un tale espediente nacque il fortunato apparecchio, che prese il nome da due termini del greco antico: stéthos (torace) e skopein (esaminare).
Nel 1819, a 38 anni, Laennec pubblicò il trattato in due volumi “De l’auscultation médiate, et des maladies depoumons et du coeur” al prezzo di 13 franchi, 16 per l’edizione con lo stetoscopio incluso. Tra entusiasmo e resistenze, la novità si diffuse rapidamente dall’Europa al resto del mondo. Da allora divenne (più) facile individuare attraverso i suoni i segni di condizioni patologiche.
Italiana è la paternità invece del fonendoscopio, attribuita a Eugenio Bazzi, professore di fisica all’Istituto tecnico “Galilei” di Firenze, e ad Aurelio Bianchi, docente di patologia e medicina propedeutica all’università di Parma. Il nuovo strumento destinato all’auscultazione generale degli organi interni fu brevettato nel 1895.
L’opera di Alberto Terzi, densa di illustrazioni provenienti anche da collezioni private, descrive le innumerevoli modifiche, i materiali impiegati, i vari modelli con le relative caratteristiche, le diverse applicazioni, nell’ostetricia e nella pediatria, i perfezionamenti in due secoli degli steto(fonendo)scopi.
Il modello più diffuso è oggi quello ultrapiatto messo a punto e brevettato nel 1966 dal cardiologo statunitense, nonché professore e ricercatore alla Harvard medical School, David Littman (1906-1981). Scelto da milioni di professionisti della salute, si distingue per la sua qualità acustica, affidabilità, versatilità e leggerezza (pesa solo 118 grammi).
Paola Stefanucci
PER ACQUISTARE IL LIBRO
“1816-1966. Lo stetoscopio e i suoi primi 150 anni. Storia illustrata dello strumento simbolo della medicina” di Alberto Terzi
Youcanprint, 2025, pp. 268, ill. euro 72,50





